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Fabrizio Massa

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Scandalo Bovio/Monumenti Aperti: l’intervista esclusiva ad un “fratello”

Massoneria: retroscena e verità dietro lo scandalo Bovio/Monumenti Aperti


A conclusione della due giorni di Monumenti Aperti, il 21 ed il 22 maggio scorsi, filtrano dalla Casa massonica di Piazza Indipendenza 1 molti malumori, legati alla figura di un “fratello” divenuta, in questi ultimi due anni e mezzo, sempre più scomoda.

Padrone incontrastato di Palazzo Sanjust, nonché uomo forte dell’Emulation ritual a Cagliari, parliamo di lui e degli scandali che lo vedono protagonista con un “grembiulino” molto ben informato, il quale, di fronte a due cappuccini accompagnati da altrettanti cornetti alla crema, ci ha concesso l’intervista che riportiamo integralmente, sotto garanzia d’anonimato.

Di seguito le domande che abbiamo rivolto e le risposte che ci sono state fornite:

F: Buongiorno sig. X, come concordato con --- questo nostro incontro ha lo scopo di parlare della polemica – portata avanti sulla piattaforma giornalistica di Giornalia (ma non solo) – circa l’attribuzione del ruolo di referente del Grande Oriente d’Italia per la Manifestazione “Monumenti Aperti 2022” ad un personaggio, interno alla massoneria, macchiatosi della pubblicazione, a mezzo social, di vignette volgari e commenti offensivi e parafascisti verso la Repubblica Italiana, il suo presidente Sergio Mattarella, i musulmani, le donne e molti altri aderenti alla vostra organizzazione. Ci può riferire qualche notizia in più, direttamente dall'interno?
X: Premetto, intanto, che la nostra non è una organizzazione ma una Comunione, e poi che non sono un estimatore di questo fratello incriminato (sia chiara fin da subito la mia posizione). Ad ogni modo giudico che la polemica nei suoi confronti sia stata fin troppo dura. Probabilmente alcuni lo hanno utilizzato per colpire più in alto.
F: Più in alto?
X: Sì. Il nostro presidente collegiale, ad esempio. Ma non solo lui.
F: Resta il fatto che la vicenda è stata per lo più insabbiata…
X: La vicenda la conoscono quasi tutti. Ma di per sé non interessa, mi creda.
F: Non interessa? Com'è possibile? Non interessa che sia stato insultato il presidente Mattarella dalle stanze della Casa massonica cagliaritana? Sotto il ritratto di Stefano Bisi?
X: No. Ripeto, non interessa. Perché è stato tutto derubricato a goliardata. E trattandosi di goliardata, poi nessuno ha più avuto nulla da ridire.
F: Ma com'è possibile che le tante condotte volgari poste in essere, tutte documentate, siano state “derubricate”? Lei come se lo spiega?
X: Me lo spiego in questo modo: ad un certo punto è stata introdotta una linea ufficiale. E questa linea è stata seguita da tutti.
F: Sarebbe corretto affermare che questa “linea ufficiale” è stata dettata direttamente da Roma?
X: Sì e no. Diciamo che è stata forzata da potentati nostrani cui Egli è omogeneo, quindi sposata dal Gran Maestro, divenendo così la linea ufficiale del nostro Ordine sulla vicenda.
F: Noi abbiamo notizia di un Venerabile dal cognome molto importante per la storia sarda ed italiana del Grande Oriente d’Italia (in un’ottica di rilancio dopo la vicenda P2) che, nel vedere le vignette incriminate prima che queste fossero difese da Roma, arrivò a sostenere la necessità di una cacciata “a calci nel c...” dell’individuo che ne era stato l’autore. E come lui altri. Possibile che poi nessuno si sia fatto avanti per manifestare anche solo un legittimo disappunto?
X: In via ufficiale nessuno, tranne una tavola d'accusa prima presentata e poi subito ritirata. Diversa invece la realtà dei tanti gruppi di contestatori anonimi, che dimostra una certa frizzante, ed a tratti anche parodistica, inquietudine “occulta”.
F: Alcuni sostengono che il personaggio in questione abbia un forte potere di ricatto nei confronti dell'attuale vertice regionale sardo del Grande Oriente d'Italia. Lei cosa ne pensa?
X: Tenderei ad escluderlo. Le cose stanno in maniera molto più semplice.
F: E come stanno, a suo dire, le cose?
X: Semplicemente si è manifestata la volontà di non procedere ad alcuna punizione nei suoi riguardi. Punto e basta.
F: Non Le sembra troppo facile come ricostruzione? E comunque, questa volontà secondo Lei ha basi legittime?
X: Onestamente credo di no, non le ha. Soprattutto perché non è mai stata supportata dalla presentazione di pubbliche scuse da parte dell'interessato. Atto che avrebbe legittimato un… diciamo “condono”.
F: Cosa dice la maggioranza dei “fratelli” a questo riguardo?
X: Nulla. Mi creda.
F: Come? Può spiegarci meglio?
X: La maggior parte dei frequentatori del palazzo di Castello ha un rapporto molto utilitaristico con l’Istituzione. Si ricordano dell’appartenenza soprattutto in caso di esami medici che interessano loro o prossimi congiunti. Oppure quando occorre avere un “aggancio” fuori dall’Isola. La logica è quella dell’utility club, più in là non si va.
F: E la vostra Tradizione, il Bene dell’umanità?
X: (sorridendo) Ci sono anche quelli, ovviamente.
F: La Loggia d’appartenenza del personaggio del quale parliamo, la Kilwinning di Cagliari, sta attraversando un momento interno di forte tensione, proprio a causa delle polemiche suscitate dalla vicenda. Si parla di un fuggi fuggi generale, anche dell’immediato Past Master (il quale sarebbe pronto ad abbracciare la ritualità simbolica, pur di liberarsi da una difficile posizione), può confermarci queste notizie?
X: Non posso dir nulla a riguardo.
F: Ma lei sa qualcosa?
X: Ripeto: non posso e non voglio dir nulla a riguardo. Tranne che, attualmente, è cosa risaputa i loro Lavori siano pesantemente stampellati – mi si passi il termine. Questo significa, nel concreto, che ci sono fratelli di altre Officine che si prestano a ricoprire, volta per volta, ruoli necessari al cerimoniale. In pratica funzioni rituali che restando vacanti impedirebbero la corretta apertura della Tornata. Tutto questo, però, non so quanto a lungo potrà andare avanti...
F: Prendiamo atto della sua risposta. Andando oltre, ci può dire come valuta il comportamento dei Consiglieri dell’Ordine e di tutto l’apparato ispettivo sull’intero scandalo Bovio/Mattarella ed ora anche Monumenti Aperti?
X: (sorridendo) Di chi scusi?
F: Dei Consiglieri dell’Ordine e degli Ispettori circoscrizionali.
X: (sorridendo) Sono tutte figure astratte. Non hanno alcun potere autonomo di iniziativa.
F: Sì, ma le votate. Per fare cosa?
X: Le votiamo...
F: Se le votate sarà per fare qualcosa. Assumersi delle responsabilità. No?
X: No. Ripeto: sono figure spogliate di qualsiasi potere autonomo di iniziativa.

F: E secondo Lei questo non è grave?
X:  Senta, i partiti politici hanno il “Collegio dei probiviri“, un organo di controllo importante. Noi no. Se non è stabilito dai Regolamenti vuol dire che non si ritiene grave tutto ciò che sulla base di una sua esistenza potrebbe essere sanzionato.
F: Tornando per un momento a Monumenti Aperti, non c’era davvero nessun altro tra voi che potesse vantare miglior titolo ad accogliere i tanti cagliaritani, e non, che hanno avuto il piacere di dedicarsi alla visita della vostra Sede? Non siete forse circa 800 in città...?
X: La domanda è mal posta. Di quella accoglienza avrebbe dovuto occuparsene il Consiglio dei Maestri Venerabili, nella figura del suo presidente. Ma si delega, per l’incapacità di assumere qualsiasi funzione operativa legata al proprio ruolo istituzionale. Questa realtà è, in verità, molto penosa.
F: Aggiungiamo, a questa sua legittima considerazione, un’ulteriore domanda: perché delegare per quel ruolo proprio questo personaggio, dimostratosi come minimo un acceso iconoclasta?
X: Mi ripeto: per incapacità totale ed insipienza. Oltre che miope valutazione di cosa può giudicarsi opportuno e cosa no.
F: Un’ultima domanda: alcuni di voi lamentano il fatto che il personaggio di cui discutiamo stazioni in modo permanente ed abusivo nella segreteria di palazzo. Reputano infatti che, al di là delle innumerevoli polemiche, Egli non abbia alcun titolo, non essendo Maestro di Casa, per entrare in contatto con i vari dati sensibili dei “fratelli”. Pure sommando il fatto che vi è stato un tempo, non troppo lontano, in cui lo stesso dichiarava apertamente, la sua appartenenza ai servizi segreti della Marina Militare. Lei cosa ne pensa?
X: Intanto, credo di non sbagliare nel ritenere la sua dichiarata appartenenza ai servizi segreti militari niente più che l’ennesima nota di folklore, o spacconata, tra le tante caratterizzanti il fratello. 
Invece sulla prima questione, anche per mia formazione professionale, rispondo volentieri, affermando che il prossimo presidente eletto si troverà, giocoforza, a dover sanare una situazione divenuta insostenibile. La figura del Maestro di Casa non può essere un incarico “a vita”. E la successione non può prescindere da un passaggio collegiale. Non può introdursi la linea del “diritto acquisito”, né della soluzione “aumma aumma”. Quasi come se potesse esistere, su quel ruolo, un diritto d’usucapione. Inoltre, per svolgere quella funzione vengono erogati dei soldini (mille euro al mese en noir)... ed è più che giusto possa esservi una frequente turnazione. Mi auguro quindi, davvero, che il prossimo presidente del Collegio ponga rimedio a quella che molti tra noi giudicano, senza giri di parole, una situazione oltremodo vergognosa.

Ringraziamo il nostro interlocutore della sua cortese disponibilità, anche a nome dei nostri gentili lettori.

F.M.


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23 Giu 2022

Salve. A causa del COVID-19 ho perso tutto e grazie a dio ho ritrovato il mio sorriso ed è stato grazie al signore Massimo Olati, che ho ricevuto un prestito di 55.000€ e due miei colleghi hanno anche ricevuto prestiti da quest`uomo senza alcuna difficoltà. È con il signore Massimo Olati, che la vita mi sorride di nuovo è un uomo semplice e comprensivo. Ecco la sua E-mail : olatimassimo56@gmail.com

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Dilettante L

11 Giu 2022

Venghino siori venghino! Che più si è meglio è

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Emulation Freemason

06 Giu 2022

Ai Fr.lli della R.L. Temple e al Fr. I. in particolare voglio ricordare quel mercoledì 24 settembre di 18 anni fa, quando I. sedeva come Sorvegliante e all’Oriente stava il carissimo Cedric. Ricordi I.? Nasceva l’Emulation a Cagliari, e veniva alla Luce da subito con una spiccata proiezione internazionale! Eravamo anche noi parte della British Freemason, con tutto l’orgoglio e la responsabilità che questo significava! Celestino, Adriano, tu, io e tutti gli altri. Oggi aprite i lavori con chi insozza i nostri Labari con frasi da porcile e portate i Misteri sostitutivi a chi ha profanato il Segreto di Hiram e il culto dei morti. Quale abisso! Quale baratro! Quale oscura voragine!

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S M

06 Giu 2022

Come mi avevano insegnato quando fui iniziato massone gli anziani Gius. Olla e Vittorio Cois, cui fui specialmente vicino, bisogna mettersi nei panni dell’altro per trovare una possibile sintonia nello scambio dei giudizi, e quindi anche ho immaginato che cosa i “profani” lettori di questo giornale possano avere compreso di noi fratelli di varie logge che abbiamo scelto questo strumento pubblico di dialogo (purtroppo talvolta di invettiva). Nel negativo c’è il positivo di mettere a nudo le nostre fragilità. Con l’iniziazione avevamo promesso di “voler” essere migliori, ma non sempre vi riusciamo. Ma sia quel che sia, io che fui iniziato poche settimane dopo la visita di Elisabetta II a Cagliari ebbi la mia buona educazione da fratelli che erano riconosciuti british, galantuomini in tutta la città. Avevamo arredi modesti nella casa presa in affitto dove alcuni avevano lavorato da falegnami ed elettricisti per arredarla al secondo piano del palazzo fra la Madonna del Carmine e la stazione dei treni. Tutto era gratis, dovevamo dare, mai chiedere. Chi non poteva in danaro per la solidarietà dava il suo tempo, e visitava i fratelli ammalati e dai fratelli medici e chirurghi si informava di qualche loro paziente bisognoso di soccorso. Andai poi cinque anni a Sassari, dove si era appena spento il fratello Annibale, un vecchio psichiatra che era un repubblicano sardista: aveva scritto una biografia di Emilio Lussu, lui che era psichiatra e direttore del vecchio manicomio: una figura luminosa. Frequentai Corrado Vitali, funzionario della biblioteca universitaria collaboratore della “Nuova” di SattaBranca che allora era appena passata alla SIR di Rovelli. Conobbi Emilio Acciaro, non c’era ancora la loggia di Cala di Volpe allora. Fratelli squisiti, nessun municipalismo anticagliaritano, anzi! E anche io ho sempre amato Sassari, non soltanto la mia Angioy di corso Umberto, a un passo da casa Segni e poi anche del professor Brigaglia. Tornato a Cagliari potei assistere negli ultimi quattro anni di vita il povero e grande Alberto Silicani, che ogni tanto accompagnavo, con Angela, alla chiesa evangelica del viale R. Margherita. Era un mondo semplice il nostro, fatto di molto affetto, di un linguaggio sempre educato. Perché questo si è perso? I dignitari che hanno la responsabilità delle logge di Cagliari e anche degli organismi superiori, quelli che hanno almeno 25/30 anni di esperienza, di confidenza con i simboli se lo sono chiesto il perché, e se anche da loro è venuto talvolta il cattivo esempio di furbizia e prepotenza? Anche io, riflettendoci, sono pronto a battermi il petto. Ma certo sapere che nella massoneria di Cagliari che tanto ha sofferto per la dittatura ci sono oggi tanti elettori non dei liberali o saragattiani o “boviani”, ma della Meloni analfabeta di democrazia colpisce e spiega anche perché il linguaggio si è involgarito: perché è il pensiero che si è perduto e la generosità che tutto dà e nulla chiede.

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C. V.

05 Giu 2022

MI ASSOCIO IL RISCHIO PER LA TEMPLE E' QUELLO DI PERDERE TANTI AMICI PER STAR DIETRO A GENTE CHE NON E' RICONOSCIUTA DI BUONI COSTUMI.

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Un Amico

04 Giu 2022

Mi sono commosso leggendo l'intervento precedente, firmato S M, e credo che tutti noi dobbiamo sforzarci affinché possa esserci un veloce recupero di stile. Per questo voglio riferire pubblicamente del mio diniego all'invito a partecipare alla tornata organizzata dalla loggia Temple per festeggiare il solstizio d'estate, dedicato a san Giovanni Battista. Invitato personalmente, ho chiesto all'amico e fratello Paolo, M:.V:. della Temple, se era una festa loro o ci sarebbero stati anche quelli della Kilwinning. Ottenuta la sua risposta positiva, gli ho spiegato che non avrei partecipato (mi ha risposto che capiva). Carissimo Paolo, voglio dirti che è un errore quello che state facendo voi della Temple. Perché state aiutando una realtà che non lo merita. Da emulation sarebbe stato meglio se stavate con chi, sempre emulation, si è visto danneggiare il Labaro del Capitolo, anziché con chi quel Labaro ha danneggiato, scrivendo sconcezze a destra e a manca. Voi della Temple oggi vi state rendendo responsabili di mettere all'angolo la realtà emulation, volgendovi alla sua parte peggiore e chiacchierata, relegando un rituale luminoso alla peggiore massoneria che si possa immaginare. Rifletteteci, magari in Consiglio delle Luci.

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S M

04 Giu 2022

Ho letto l’intervista pubblicata e dati gli 83 fra qualche mese, e una conoscenza dell’ambiente di molti decenni, poco potendo ormai frequentare per una grave menomazione alla vista, mi sono domandato se potessi commentare. Lo faccio: per chi la conosce dal di dentro e io dalla fine del 1961 quando avevamo la sede in piazza del Carmine, vicini di casa dell’on. Garzia, la loggia è un mondo accogliente, è stata tale per me per tanto tempo, lo è ancora quando mi ci accompagnano e lo fanno puntualmente ad ogni mio compleanno ormai dal 2011. Con gli anziani sono invecchiato sentendomi affiancato, dai giovani via via arrivati nei passi perduti sentendomi protetto come un padre invalido ma lucido e sempre onesto. Credo che la umanità sia la risorsa migliore della nostra esperienza anche cagliaritana. Dall’inizio siamo stati educati, era un fatto di generazione, a pensare all’incidenza della storia della nostra patria nella nostra vita sociale moderna, per questo il 20 settembre era sempre festa e il 10 marzo ci riunivamo con le nostre spose e i figli anche essi invitati nel tempio per ricordare gli scomparsi tornati nel pensiero del Grande Architetto. Sentivamo di dovere continuare una storia. Io elettore saragattiano ero mazziniano e anche garibaldino, ricordo che nel centenario della presa di Roma, dunque nel 1970, invitammo per una conferenza e un confronto un padre gesuita per discutere con lui della fine del potere temporale. La storia dell’Italia noi ci sforzavamo di mischiarla coi grandi principi universali della massoneria. Avevamo un fratello professore di filosofia al Pacinotti, ora nell’Or. et., che ci parlava sempre di Vittorio Alfieri e di Tolstoi, erano i suoi preferiti, e Sabino Jusco partiva dai Cavaro e arrivava sempre ai grandi figurativi massoni dell’Otto e Novecento e coinvolgeva allora Hoder C. Grassi il nostro metafisico che non ha più discendenza, mentre d’Aspro ci raccontava del suo avo carbonaro… voglio dire, c’erano sempre l’Italia e il mondo nei nostri incontri. C’era anche Nino Ciusa che ci diceva del padre che era stato in loggia mezzo secolo prima, prima della dittatura, e c’era Emilio Fadda che, nelle agapi, recitava il suo sardismo giovanile antifascista come una poesia o una vocazione… che bella persona! Avevo allora meno di trent’anni, mi sono formato anche ascoltando questi fratelli maggiori, e il tempo è passato. Ma quale contributo porta oggi il fratello che ha offeso tutti con quelle sozzerie che sono state pubblicate ed era guida di Monumenti Aperti? Io non lo conosco, e neppure Impellizzieri, non lo conosce nessuno, pare non esista, o forse è l’anonimo che ha fatto la vignetta sui morti libanesi giocandoci con Minnie e il cappuccino. Chi ha risposto all’intervista non mi è sembrato spaventato da quello che è successo recentemente, a me sembra tutto molto grave. Tornerò al GADU con il pianto nel cuore.

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Pierpaolo Mura

04 Giu 2022

Letta questa intervista viene da ridere per il tenore umano di alcuni personaggi. Il "past master" che oggi muriga per sedersi tra le Colonne della R.L. Giorgio Asproni è uno di quelli responsabili di non aver mosso un dito quando la sua Loggia si stava andando a sfracellare sugli scogli. Ora che la baracca è saltata scappa a posare il deretano da un'altra parte... Dimostrazione di grande maestria e coraggio! Che schifo.

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