Gianfranco Murtas

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Costituiti a Cagliari dieci Fondi (cartacei ed web) “di ricerca e studio” intitolati a Bacaredda, Alberti, Alziator, Crivelli, d’Aspro, De Magistris, Romagnino e Zizi

E in aggiunta: all'Associazione comunitaria Mondo X Sardegna e al Banco di Napoli sardo

di Gianfranco Murtas


Nel 1978 – sono passati ormai quasi 45 anni! – impiantai, di lato alla biblioteca familiare, l’Archivio storico generale della Massoneria sarda; dieci anni dopo, nel 1988 – con l’uscita del mio L’Edera sui bastioni. I repubblicani a Cagliari nell’età di Bacaredda, studio che anticipò di poco le importanti e innovatrici ricerche e pubblicazioni sul sardoAzionismo – strutturai il Repertorio del Movimento democratico sardo dell’Otto-Novecento (repubblicani, azionisti, sardisti); nel 2000, avviando il lavoro sul papato conciliare di Giovanni XXIII e le relazioni che il pontefice, fin dagli anni della sua giovinezza intrattenne con la Sardegna, riordinai molto del materiale raccolto da almeno due decenni sulla storia della Chiesa sarda, o meglio direi delle Chiese, quella protestante inclusa, nello Scaffale cattolico e dell’evangelismo in Sardegna (schede dell’Otto-Novecento). Tutto questo è da tempo funzionante in accompagno alla biblioteca divenuta ormai la biblioteca dei 30mila titoli, che per la metà e forse più guarda anch’essa dritto alla Sardegna. 

Dalla Biblio/Emeroteca e Depositi archivistici “Clelia Aru e Giovannino Murtas” sono usciti, di recente, i primi quattro quaderni (all’insegna di “dall’web alla carta stampata: Scritti 2003-2020”) curati da Lorenzo e Jaime Cuneo Carta. Di un’altra decina è programmata l’uscita entro il 2025, ed intanto, però, in questi miei anni di rapido indebolimento (o bisognerebbe dire decadenza) e perciò di approntamento delle… consegne, ho creduto bene di dar corpo ad un’altra iniziativa di raccolta e riordino di materiali documentari e di studio su cui ho speso le energie di una vita.

Ho così promosso la costituzione di dieci fondi “di ricerca e studio”, di lato ancora alla biblioteca familiare che da sempre ha avuto una fruizione pubblica (ma una più organizzata speriamo l’avrà alla mia morte), intitolati in numero di otto ad alcune fra le maggiori personalità sarde del Novecento con cui ho avuto nel tempo un rilevante scambio anche personale – così per i più (tutti escluso Bacaredda ovviamente) –, ed a complemento all’Associazione comunitaria promossa, con tanto valore, dal minore francescano padre Salvatore Morittu ed al circuito sardo dell’onorevole Banco di Napoli.

Le personalità alle quali ho pensato di dedicare un tale sforzo di speciale e generale catalogazione sono Ottone Bacaredda, Ottorino Pietro Alberti, Francesco Alziator, Fabio Maria Crivelli, Paolo De Magistris, Franco d’Aspro, Antonio Romagnino e Bachisio Zizi. Si tratta di una raccolta di materiali, larga parte dei quali fa riferimento all’emeroteca, dunque alla pubblicistica, oltreché naturalmente – quando più quando meno – ai carteggi, alle note private, ai libri di firma ed agli elaborati di molte migliaia di pagine nei quali ho riversato, per mezzo secolo fin qui, il meglio del mio tempo e delle mie energie. Quel meglio che, di fianco al libero volontariato ospedaliero condotto lungo svariati anni verso la fine dello scorso secolo, ho cercato di riversare anche, con lealtà e trasparenza sempre e per oltre due decenni, nell’ambito delle attività di Mondo X Sardegna.

Aggiungo che, onorando la ricca e cara figura di Bachisio Zizi, con il quale ho potuto condividere una prolungata ed intensa quotidianità (piana per il più, dialettica e pur creativa in certi non brevi momenti) ho creduto di dover approntare un Fondo anche sulla storia sarda del Banco di Napoli – istituto di credito che a Cagliari esordì, apripista dei colossi nazionali, nel 1889-1890, insieme con Ottone Bacaredda e con L’Unione Sarda! –, del quale egli fu a lungo alto e competentissimo dirigente.

Al riordino complessivo delle carte e alla catalogazione ho chiamato, per speciale affezione e fiducia – dando loro tempo tre anni, considerati anche i rispettivi ed assorbenti impegni professionali che li portano tanto spesso lontano… dagli scaffali – Francesca Carta e Marco Carta. La prima, pubblicista con molte esperienze anche di ricerca (ad es. sull’antifascismo femminile sardo) e di scrittura, il secondo, laureatosi tempo addietro discutendo una tesi proprio su Bacaredda (ed il conflitto che lo oppose ad Umberto Cao all’indomani dei rovinosi moti del 1906) e l’Amministrazione civica cagliaritana fino alla sindacatura Marcello e alle sue dimissioni per protesta antigovernativa del 1910.

Confiderei in un successivo impegno da parte loro anche nel riordino complessivo della emeroteca che comprende una “summa sardoa” di circa tre milioni di ritagli-stampa e di seicentomila ristampe della foliazione dei maggiori quotidiani sardi (dalla fondazione all’avvento della dittatura e dalla ripresa fino agli anni ’70 per La Nuova Sardegna, e in serie ininterrotta di novant’anni circa a partire dal 1889 per L’Unione Sarda).

Naturalmente l’emeroteca e la parte archivistica sono comprensive anche di numerose altre pubblicazioni che, in corso d’opera, si valuterà come sistemare in un  quadro complessivo che renda infine disponibile alla città di Cagliari ed alla Sardegna un patrimonio informativo più che dignitoso, testimonianza materiale di un tempo, tra la fine dell’Ottocento e l’intero Novecento, fino ad arrivare a questi primi decenni del nuovo secolo, nel quale l’evoluzione sociale, culturale ed economica della nostra terra si è tanto rapidamente compiuta.





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Scrivo queste note mentre continuano a giungere, drammatiche, le notizie da Kiev e dalla Ucraina tutta. Sia maledetto chi ha scatenato l’inferno ed ha provocato la morte e la sofferenza di tanti innocenti. (Ed ancora una volta abbiamo la plateale dimostrazione della nullità liberale degli esponenti della destra italiana, pagana e imbrogliona, da cui insistenti sono venuti, negli anni, gli accarezzamenti ad un pericoloso dittatore nato).


Fonte: Gianfranco Murtas
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