Il carcere non è la soluzione
Occorrono politiche che rispondano alle esigenze dei giovani. La violenza va condannata sicuramente ma bisogna capire prima di tutto
La piazza antistante la chiesa di Sant’Elia, a Cagliari, non molti se ne saranno accorti, è dedicata a Franco Oliverio, un medico che è stato primario della Divisione di gastroenterologia del Brotzu e che, prima ancora, ha aperto nel “malfamato” quartiere un ambulatorio, dove curava , gratis, gli abitanti del borgo. Mette va in pratica i precetti di una formazione religiosa germogliata nella via Ospedale dei gesuiti , ma seguiva soprattutto i giovani ad alto rischio di devianza per l’ambiente degradato nel quale vivevano .
Ebbene, Franco Oliverio, quando qualcuno di quei ragazzi imboccava la strada sbagliata, faceva carte false per evitare che finisse in carcere, come pretendeva una diffusa parte dell’opinione pubblica, allora come oggi, in nome della sicurezza .
Qualche ispettore Jabert di turno, nei periodi più caldi, gli stava alle calcagna nel tentativo coglierlo in fallo. Franco Oliverio, semplicemente, sapeva che un giovane che compie il primo passo in una direzione sbagliata – come tanti di quegli adolescenti che oggi , con alle spalle un’esistenza vuota di senso, e vittime di un insopportabile condizionamento sociale, vivono con ebrezza, ma senza un vero ideale, un protagonismo nelle piazze – non sono affatto dei criminali, o non ancora. All’insofferente opinione pubblica cagliaritana poneva una semplice domanda: sono disadattati o delinquenti?
Soprattutto sapeva che gettare quei ragazzi nel vortice del sistema carcerario, avrebbe significato, nella maggior parte dei casi, spinger li davvero verso il circuito della criminalità.
Occorrerebbe aver maggior consapevolezza di cosa sia un carcere. Ospita, al suo interno, responsabili di delitti atroci, ma anche responsabili di reati di bagatellari; ospita colpevoli, ma anche innocenti: è impressionante quanto spende lo Stato, ogni anno, per risarcire le vittime di ingiusta detenzione; ospita persone che sicuramene non ci rimetteranno mai più piede, altre che , fatalmente, consumeranno la loro vita in andirivieni attraverso quel cancello . Quando il sistema assolve a dovere il suo il compito di rieducazione , i risultati sono quasi sempre positivi, solo che per i noti deficit strutturali, ciò avviene di rado.
Soprattutto, ed è questo il nostro tema, non è il luogo dove si possano recuperare i giovani al loro primo errore . Sulla base di questa convinzione , un giorno, per evitare che ci finissero dentro, accompagnò due ragazzi giovanissimi , che si stavano mettendo nei guai, da un giovane prete, e questi gli diede retta. Quel prete, Ettore Cannavera , per vocazione e cultura sarebbe potuto diventare vescovo , e invece ha finito per fondare la c omunità “La Collina ” , c he sicuramente ha aiutato tantissimi giovani a salvarsi.
Costruire nuove prigioni , per gli adolescenti , non serve : potrebbero trovarvi , proprio al contrario, la porta di ingresso verso la direzione sbagliata . Occorrono comunità, servizi sociali, istruzione , opportunità di lavoro vero. E poi, non può proseguire questo lento, progressivo, allargarsi della forbice tra ricchi e poveri - che nega, a questi ultimi il diritto a una casa decente o le cure sanitarie di cui necessitano - tra un centro che tutte le sere si trasforma in festosa passerella illuminata, e periferie oscure e tristi che spengono l’ anima di chi , da quella prigione, non può evadere.
Se , da parte di ciascuno di noi, non si pone un freno , un barlume di attenzione , una presa di coscienza , ricapiterà . Non esiste una prigione tanto capiente da potervi confinare dentro tutte le nostre paure, tutti coloro che potrebbero disturbare la nostra quiete o mettere in pericolo i nostri privilegi, né potrà mai, un ulteriore Decreto garantire la nostra sicurezza. Se non vogliamo farlo per obbedire a i principi e al dovere di solidarietà che la C ostituzione ci comanda, o per carità cristiana o di altra religione, prendiamone atto almeno per egoismo . Perché, se continueremo di questo passo, ricapiterà , è ineluttabile , ricapiterà.
Gianni Loy
Garante delle persone detenute
Città metropolitana di Cagliari
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