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Superiore Armonia

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Io quel 18 luglio c'ero!

Dire le cose come sono e tornare a posto con la propria coscienza.


Spett.le Giornalia,

vi scrivo dopo aver inviato stamattina una e-mail personale all'amico Gianfranco Murtas. Non è stato per niente facile prendere l'iniziativa di scrivergli ma ho reputato di farlo dopo l'articolo di ieri firmato Difesa di Bovio Sardegna, che mi ha fatto ritornare con la memoria alla triste riunione collegiale del 18 luglio 2020. Io ero presente con il ruolo di MV e sentivo da tempo l'esigenza di riconciliarmi con l'amico Gianfranco e con la mia coscienza. Avevo provato al telefono, tante volte, ma lui evidentemente riconoscendo il mio numero non mi rispondeva. Aveva sentito come un tradimento il mio non averlo difeso in quella occasione.
Stamattina ho trovato il coraggio di scrivere a Gianfranco, ricevendo la sua risposta.
Stasera mi interessa far sapere a tutti i fratelli che in quella riunione si consumò un crimine contro Gianfranco Murtas, dichiarato dal Grande Oratore in persona come personaggio non gradito al GOI, dopo tutto quello che per il GOI aveva fatto e stava facendo. Tutto perchè fu l'unico che ebbe il coraggio di dire da esterno quello che tanti di noi pensevamo sulle pazzie compiute a palazzo con l'assenso del nostro presidente. Il busto di Bovio preso di mira su facebook era una vergogna per tutta la città di Cagliari e non solo per la massoneria.
Per non parlare delle parolacce esposte tra le Colonne J e B e tutto il resto che andava fermato per tempo non incoraggiato. Nella riunione del 18 luglio posso testimoniare lo sguardo di fuoco, quello di un pazzo, del personaggio autore di quelle assurde fotografie, che era inzingato da un altro fratello della sua officina sempre con incarico apicale. Il Grande Oratore anzichè intervenire contro Gianfranco Murtas che denunciava lo stato di squilibrio mentale del personaggio avrebbe dovuto organizzare semmai un cordone di aiuto sanitario per una persona che evidentemente non era più in sè.
Possibile che tanti medici non si rendessero conto? Questa è la cosa che fa più male perchè diciamo che ci dobbiamo aiutare e poi nessuno si accorge se uno di noi dà segni di squilibrio e deve essere aiutato!
Comunque ormai quel danno è fatto e la colpa è stata anche dei fratelli della Kilwinning che non si sono resi conto della malattia che aveva colpito un loro fratello, ed anzichè aiutarlo lo avevano fatto Venerabile, cosa che certo non lo aiutò nel delirio in corso.
Ora le soluzioni possono essere tante, ma siccome al Grande Oratore nessuno può chiedergli di dimettersi potrebbe dimettersi il nostro Presidente assumendosi le responsabilità soggettive e quelle oggettive della carica, e poi applicare un articolo ben chiaro del Regolamento.
Sezione XI - Le sanzioni
Art. 78 - Le Logge riconosciute responsabili di colpa massonica sono punibili,
secondo la gravità dei fatti compiuti e le circostanze del fatto:
a) con l’ammonizione;
b) con la censura semplice;
c) con la censura solenne;
d) con la demolizione.
La sanzione indicata nella lettera b) importa la interdizione della
Loggia nell’esercizio del diritto di voto in Gran Loggia e nel Collegio
Circoscrizionale per un periodo da uno a tre anni.
La sanzione indicata alla lettera c) importa la medesima interdizione
per un periodo da tre a cinque anni.
La sentenza che disponga la demolizione commina la espulsione
dall’Ordine del Fratelli, che abbiano partecipato all’azione che ha
dato causa al giudizio massonico.
Inoltre per riparazione degli errori compiuti affidare a Gianfranco Murtas la responsabilità della nuova Biblioteca in tandem con un fratello andato recentemente in pensione dalla Pubblica Istruzione, con un profilo di alto livello per la città di Cagliari. Gianfranco se ne occuperebbe anche gratis, tanto è il suo amore per la massoneria giustinianea.
Voglio anche dire che oggi non servirebbe a nulla cacciare il solo fratello autore dei vari oltraggi a Bovio a Mattarella ed alle donne, intanto perché è passato del tempo e poi perchè abbiamo anche un intento pedagogico e questa persona va educata ai valori della vera massoneria insieme a tutta la sua officina. E' il dovere di tutti è aiutarli non quello facile di mandarli via. Se si abbattono le Colonne i fratelli ridistribuiti all'interno del tessuto giustinianeo cagliaritano potrebbero essere rieducati a fare il giusto anzichè il male.
Io il mio dovere dopo un anno e mezzo l'ho fatto, sono a posto con la mia coscienza, e posso finalmente dire di nuovo con orgoglio HO DETTO.


RIPRODUZIONE RISERVATA ©



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DifesaBovio Sardegna

09 Set 2021

Carissimo e Venerabile Fratello, hai senza dubbio fatto la cosa giusta ed immaginiamo tu abbia anche ritrovato l'amicizia che avevi intaccato con il tuo precedente comportamento. L'insegnamento è quello di agire avendo ben chiaro il valore che intendiamo dare a noi stessi, perché gli altri potranno sempre sfruttare le nostre debolezze, mai la nostra integrità morale.

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