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Giovanni Ari

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  Storie e Racconti

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Le scarpette americane

E' accaduto molti anni or sono ad un fanciullo sfuggito alle bombe degli alleati nel 1943 a Cagliari


Giunto nel paese di Ales su di un trenino delle secondarie, aveva preso alloggio con il padre, la madre ed una sorella nella casa di un canonico. Vi soggiornò per quasi un anno. Poi, dopo l'armistizio e la partenza  di un reparto della Wermach che aveva collocato i cannoni di grosso calibro sulle montagne di Pau, e in piena notte dopo aver messo a fuoco ciò che non erano riusciti a caricare, partirono.

Ma attraversando il paese atterrirono gli abitanti sparando fucilate sui tetti e cantando i loro inni.  Poi tornò il silenzio e la pace nella piccola cittadina che diede i natali a Gramsci. Il fanciullo, che nel frattempo aveva acquisito la licenza elementare senza frequentare alcuna lezione (era una delle tante concesse in periodo di guerra), riprese le scorrerie nelle campagne intorno  con altri coetanei alla ricerca di frutti selvatici o erbe eduli per saziare la fame.  In tal modo consumò i calzari e si abituò ad andare scalzo. A non poter far credere le piante dei suoi piedi non tardarono molto a diventare come cuoio, cosicché poteva correre anche su strade ghiaiose e disastrate. Doveva correre spesso perché un cagnetto di piccola taglia ma molto grintoso, lo aveva preso in antipatia e quando lo sentiva arrivare gli correva dietro abbaiando furioso, uscendo dal portone di un mulino.

Quando giunsero gli alleati arrivarono anche le prime focacce di pane bianco e dopo non molto anche abiti usati che giungevano da oltremare. Il padre del fanciullo riuscì a reperire delle scarpette da donna che credette poter  aggiustare per il proprio figlio, tagliandole i tacchi a spillo e convinse il fanciullo a provarle. Inutile dire che per tutta risposta le scarpette volarono fuori dalla finestra e il fanciullo, per sfuggire ad una reazione violenta del proprio genitore, si dileguò per le viuzze del paese. Quando a sera rincasò, dichiarò subito che mai avrebbe calzato scarpe femminili, perché tutti i compagni lo avrebbero deriso e burlato come una femminuccia. Nei giorni seguenti accettò di calzare zoccoli di legno ma limitatamente davanti ai genitori; per la strada li metteva in un angolo e continuava a muoversi sulle sue estremità inferiori magre ma con piedi a prova di chiodi.


Fonte: Giovanni Ari
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