L'impegno civile di Umberto Allegretti
Umberto Allegretti (12 marzo 1934 – 12 giugno 2026), intellettuale, giurista, politico, cattolico militante... una grande persona. Sarà ricordato sabato 31 ottobre a La Casa del quartiere Is Mirrionis

Sabato 31 ottobre 2026. Convegno ‘’Fede, politica e partecipazione. L’impegno civile di Umberto Allegretti’’ a cura di Carlo Porcella Crespellani e Dandy Massa, organizzato nell'ambito del Festival Anemos di Gianluca Medas.
[Franco Meloni] Mi è stato chiesto dai curatori del Convegno di parlare dell'impegno politico-sociale di Umberto Allegretti, in relazione alla mia conoscenza e frequentazione di Umberto. Scrivo allora alcuni appunti. Non la faccio breve, utilizzo lo spazio che ritengo sufficiente a dare un'idea di tale esperienza di vita, tuttavia, per come la espongo, ritengo non sia difficile trarre narrazioni parziali da porgere ai partecipanti a questo evento.
Oggi, col senno di poi, riconosco che fummo eccessivamente impazienti e anche un tantino ingenerosi perché, come disse all’epoca il teologo Yves Congar, creato poi cardinale (1) “i Concili non sviluppano la loro azione che con il tempo. Ci vorranno cinquant’anni per poter cominciare ad apprezzare bene il Vaticano II”. E aggiungeva (riporto anche per nostra giustificazione): “E’ troppo tardi per gli uomini incalzati come siamo noi, ma è la misura della storia (…). Il Concilio non può essere un termine finale: è una tappa decisiva, ma che deve conoscere uno sviluppo e un avvenire” (2).
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Al finire degli anni 60, nel mondo scoppiava la rivolta giovanile (il mitico ‘68), della quale i cattolici ebbero un ruolo decisivo..
Anche a Cagliari.
Per i giovani cattolici primo obiettivo fu riformare la Chiesa, ritornare al Vangelo. Si trattava di attuare le indicazioni del Concilio Vaticano II
Ciò significò uscire dallo specifico religioso per impegnarsi socialmente.
Niente di nuovo, si dirà, la Chiesa attraverso le Parrocchie e le sue diramazioni laicali da sempre era impegnata in attività di Carità.
Di nuovo c’era la consapevolezza che occorresse cambiare lo stato delle cose esistenti attraverso la Politica. Giocoforza l’incontro con le altre componenti laiche che nel mondo si battevano per l’emancipazione delle classi subalterne, pertanto in primis con quanti professavano ideologie marxiste.
Concretamente dall’impegno conciliare ai movimenti di lotta.
Ecco il convergere di tanti giovani intellettuali cattolici provenienti in grande parte dall’Azione Cattolica e dalla Congregazione mariana nelle lotte sociali.
Qui l’incontro, stavolta consapevole, con Umberto Allegretti, Franco Oliverio, Mariano Girau nell’impegno nei quartieri popolari della città
Alcuni di noi provenivano dall’Azione Cattolica (il sottoscritto, Gianni Loy, Lulli Castaldi, Peppino Ledda). Con Gianni Loy e Peppino Ledda fondammo un periodico dal titolo buffo: Gulp. Importante perché costituì un media di Controinformazione, che nonostante la piccola dimensione, con efficacia contrastava il monopolio de L’Unione Sarda, da una parte, e dall’altra la narrazione settaria che ne faceva spesso la stampa comunista (l’Unità, edizione sarda e Rinascita), quest’ultima soprattutto a partire dallo scioglimento del Comitato di quartiere di Sant’Elia, travolto dalla pratica periferica del compromesso storico.
Umberto lo spiega molto bene, in estrema sintesi nel suo libro “Diario di una famiglia cagliaritana (1966-2021)”, specificamente nel capitoletto intitolato “Borgo S.Elia. Le lotte urbane. La salvezza dei quartieri storici"



(1) Yves Marie-Joseph Congar (Sedan, 13 aprile 1904[1] – Parigi, 22 giugno 1995) è stato un cardinale e teologo francese. Insieme a Jean Daniélou e Henri de Lubac fu uno dei precursori della nuova teologia, che, soprattutto fra gli anni 1940 e 1950, considerò nello studio della dogmatica gli sviluppi della filosofia contemporanea. In particolare tali studiosi posero al centro della loro attenzione il problema dell’immutabilità e della storicità della Verità, il rapporto tra Natura e Grazia e i temi delle religioni non-cristiane e del marxismo. Furono così posti alcuni dei temi che avrebbero occupato la discussione teologica del Concilio Vaticano II e del Postconcilio.
Nel dopoguerra si impegnò nel movimento dei preti operai, il Vaticano gli proibì pertanto dal 1954 al 1956 di insegnare e di pubblicare libri. Egli fu successivamente riabilitato, tanto da essere chiamato quale consulente della commissione preparatoria del Concilio Vaticano II, al quale partecipò poi, come esperto, per l’intera sua durata dal 1962 al 1965
Fu creato cardinale diacono con il titolo di San Sebastiano al Palatino da Giovanni Paolo II nel concistoro del 26 novembre 1994. Egli venne tuttavia dispensato – per il precario stato di salute e per l’età avanzata – dall’ordinazione episcopale prevista per tutti i cardinali da Giovanni XXIII.
Morì pochi mesi dopo, il 22 giugno 1995.
(2) Fonte: http://www.clerus.org/clerus/
(3) «La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall’aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l’amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l’amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?».
Georg Sporschill SJ, Federica Radice Fossati Confalonieri
[1 settembre 2012 Su Corriere della Sera online: https://www.corriere.it/
Concetto ripreso, sia pure come interrogativo, anche da Papa Francesco.
CITTÀ DEL VATICANO, 22 dicembre 2019. La Chiesa deve aprire e aprirsi ai cambiamenti. Riconoscendo che «non siamo più in un regime di cristianità». Altrimenti, come affermò il cardinale Martini, resta «indietro di 200 anni». Papa Francesco lo dice nel tradizionale incontro con la Curia romana per gli auguri natalizi, durante il quale esprime la sua visione programmatica per l’anno nuovo. [https://www.lastampa.it/
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