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Franco Meloni

Giuseppe Calasanzio: il santo della scuola accanto

Cagliari ha dimenticato un grande santo che ha contribuito a dare formazione e dignità a tanti giovani che beneficiarono dell’attività dei padri scolopi. Il ricupero della chiesa a lui dedicata.

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Il 25 agosto la Chiesa cattolica festeggia San Giuseppe Calasanzio (1557–1648), illustre sacerdote e intellettuale spagnolo, diventato romano, noto per essere considerato il fondatore della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti (1597). La sua figura è molto conosciuta per il suo impegno sociale e religioso di vastissima portata, particolarmente per il suo messaggio pedagogico innovativo, applicato alla formazione dei ragazzi. Impostazione che affinò per gli aspetti scientifici con personaggi illustri come Galileo Galilei e Tommaso Campanella, come lui "sorvegliati speciali" del Santo Uffizio della loro epoca per l'adesione ai principi scientifici in opposizione a ignoranze consolidate. Fondò l'Ordine religioso degli Scolopi, che operò nel mondo e anche in Sardegna, dagli anni immediatamente successivi alla sua formale costituzione (1627) e fino ai giorni nostri. A Cagliari la presenza degli Scolopi risale al 1640 fino al 1866 (con riferimento all'anno di soppressione con il quale lo Stato Sabaudo non riconosceva più gli Ordini, le Corporazioni e le Congregazioni regolari e secolari). Di essi e del santo fondatore resta un ricordo purtroppo sempre più sfuocato e importanti opere edilizie. come la chiesa dedicata al santo e il complesso del Collegio delle opere Pie (Scolopi). Tutte strutture passate alla proprietà pubblica (Il Comune per quanto riguarda l'ex Collegio e lo Stato per la chiesa, attraverso l'apposito Fondo Edifici del Culto). Proprio la chiesa si trova in una fase di ricupero strutturale, finanziato dal PNRR, che dovrebbe essere conclusa. Si pone ora l'interrogativo di quale possa essere un utilizzo della chiesa rispettoso dell'importanza culturale del luogo e della buona memoria della cittadinanza. Tra le ipotesi, seppure mai ufficializzata, quella di un uso civile per attività culturale (convegni, congressi, concerti, mostre stabili ed estemporanee), non escludendosi l'apertura al culto per determinate occasioni, come la celebrazione religiosa della festa del santo il 25 agosto.

Sul tavolo del Rettore dell'Università anche la proposta avanzata da Franco Meloni, direttore della news online Aladinpensiero e socio di Unica Alumni, per l'acquisizione della chiesa ai fini culturali da parte dell'Università che potrebbe affidarla alla neo costituita Associazione Unica Alumni. Ma questa è solo una proposta da confrontarsi in una interlocuzione con più soggetti.
Intanto si ricordi come si conviene la figura del grande santo. A Cagliari nessuna iniziativa di rilievo: solo la celebrazione in suo onore e suffragio della Messa vespertina del 25 agosto nella chiesa parrocchiale di Sant'Eulalia.
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Giuseppe Calasanzio, il santo della scuola accanto


Screenshotdi Franco Meloni
Una delle esperienze più importanti della mia vita, per gli aspetti umani, sociali e professionali, è stata la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis, della quale sono orgogliosamente uno dei fondatori (1971). Giocoforza la scoperta, per me recente, che san Giuseppe Calasanzio sia stato il fondatore (1597), della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti, me lo fa sembrare molto vicino, quasi un collega. Mi direte: esagerato! Niente affatto: trovo molte affinità tra l’esperienza della nostra Scuola popolare e quella della prima Scuola di Giuseppe Calasanzio.
Intanto l’evidenziazione di un problema prioritario: quello dell’istruzione per tutti, che oggi si chiama “diritto allo studio”; poi la consapevolezza che attraverso l’istruzione si costruisce la società degli uguali, dei “fratelli tutti”. Da qui il proporsi e riproporsi di una serie di ostacoli da parte di quanti detengono il potere in forme elitarie e non intendono mollarlo a nuovi protagonisti della sfera sociale. Nonostante queste “naturali” avversità, il giovane sacerdote Giuseppe riuscì a superarle, vincendo odiose persecuzioni. Aveva come alleati la forza del progresso sociale, basato sulla scienza e sull’amore per il prossimo. A quei tempi! Ma, mutatis mutandis, come oggi, laddove a rappresentare la volontà di progresso sta la classe lavoratrice. Nei nostri tempi, pur connotati dai diritti raggiunti dalle masse popolari, riscontriamo preoccupanti passi indietro segnalati dalla dispersione scolastica, dal riaffacciarsi dell’analfabetismo, originario o di ritorno, che comprende il deficit di conoscenze digitali o comunque legato allo sviluppo tecnologico.
Interessante il percorso fatto da Giuseppe Calasanzio nella sua lunga vita, anche e soprattutto per quanto può insegnarci per le sfide odierne della società nei tempi che viviamo e che si affacciano prepotentemente.
Cercheremo di approfondire questa ricerca, al di là di una comprensibile agiografia, che comunque deve aiutarci per affrontare i problemi odierni.
Un particolare mi piace mettere in rilievo nella vicenda umana e professionale di Giuseppe Calasanzio: la sua conoscenza, sembra anche amicizia personale, con Galileo Galilei, simbolo della ricerca scientifica slegata dai condizionamenti ideologici (tra cui quelli religiosi).
Tematiche che meriterebbero un bel Convegno, che indagasse su tutti gli aspetti della presenza in città dell’Ordine degli Scolopi fondato da Giuseppe Calasanzio. Magari un’iniziativa da tenersi proprio nella ristrutturata chiesa in Castello.
Ci lavoreremo, con l’indispensabile coinvolgimento dell’Università e della neocostituita Associazione Unica Alumni e degli intellettuali cattolici rappresentati dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale).
Avrei molto altro da dire; avremo tante altre occasioni, sperando che ce le possa offrire anche la riapertura ad attività culturali e al culto (in alcune circostanze) della chiesa di San Giuseppe Calasanzio.
In chiusura un’ultima considerazione: la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis aveva un’impostazione rigorosamente laica, cosa che non le impediva di avere come riferimenti anche importanti figure cattoliche, tra tutte don Lorenzo Milani. Ora, il fatto che Papa Pio XII, nel 1948, ha proclamato san Giuseppe Calasanzio “Patrono universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo”, non riguarda “giuridicamente” la nostra Scuola laica, tuttavia la coinvolge per l’identica sostanziale missione. Ecco perché è giusto e doveroso considerare san Giuseppe Calasanzio un riferimento importante anche per i laici e a maggior ragione per i cattolici che hanno a cuore i diritti delle persone, soprattutto di quelle meno abbienti.
La sua memoria liturgica ricorre il 25 agosto pv. San Giuseppe Calasanzio sarà ricordato in tale giorno a Isili, paese di cui è patrono e a Cagliari nella Messa vespertina della Parrocchia di Sant’Eulalia.
PS. Una bellissima biografia di san Giuseppe Calasanzio: https://www.scuolagenova.it/san-giuseppe-calasanzio/


Fonte: Aladinpensiero,
Autore: Franco Meloni ARTICOLO GRATUITO
RIPRODUZIONE RISERVATA ©

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Franco Meloni

24 Ago 2026

MESSAGGIO DI DON MARCO LAI, PARROCO DELLA PARROCCHIA DI SANT'EULALIA CAGLIARI. Martedì 25 agosto in parrocchia S. Eulalia: - ore 18.00 s. messa in onore di San Giuseppe Calasanzio, inventò la prima scuola popolare a Roma aperta ai poveri, fondatore dell'ordine degli Scolopi, le scuole Pie. A Cagliari presenti dal 1600 al 1960... Grazie


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Franco Meloni

07 Set 2026

Su L'Unione Sarda online 25 agosto 2026 alle 12:35 A Sant’Eulalia Cagliari, una messa nel ricordo di San Giuseppe Calasanzio: ma la sua chiesa continua ad essere inagibile Amico di Galileo Galilei e Tommaso Campanella diede vita, nel 1597, alla prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti Cagliari ricorda San Giuseppe Calasanzio, fondatore dell’Ordine degli Scolopi arrivati in città alla fine del 1640. Oggi, martedì 25 agosto, giorno in cui ricorre la sua memoria liturgica, nella chiesa di Sant’Eulalia viene celebrata alle 18 la messa officiata da don Marco Lai. L’occasione per tenere vivo il ricordo del religioso che - come scrive su Giornalia lo studioso Franco Meloni, direttore di Aladinpensiero e socio di Unica Alumni - è stato il fondatore, nel 1597, della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti. «San Giuseppe Calasanzio - spiega Meloni - venne proclamato nel 1948 da Pio XII “Patrono davanti a Dio di tutte le scuole popolari cristiane del mondo». Fu amico di grandi uomini di scienza come Galileo Galilei e Tommaso Campanella. Anche lui venne perseguitato dal Santo Uffizio. Del suo Ordine resta una traccia profonda nell’Isola per l’impegno ininterrotto nel campo dell’istruzione”. Nel quartiere Castello, accanto alla Torre dell'Elefante, sono rimasti, nel ricordo del Santo, gli edifici del Collegio e la chiesa, danneggiata dai bombardamenti anglo-americani del 1943. In tempi recenti ha vissuto momenti tormentati. Da molti anni è inagibile per i lavori di restauro che si sono prolungati ben oltre i tempi programmati. Franco Meloni ha proposto al rettore Francesco Mola «l'acquisizione della chiesa ai fini culturali da parte dell'Università che potrebbe affidarla alla neo costituita Associazione Unica Alumni. Su tutto questo occorre avviare un confronto con tutte le parti interessate». Sarebbe un modo per restituirla alla città e per riportare all’attenzione generale il percorso umano e religioso di San Giuseppe Calasanzio: «È importante - conclude Franco Meloni - prevedere attività culturali e celebrazioni legate al culto (in alcune circostanze) nella chiesa dedicata al Santo che aveva a cuore i diritti delle persone meno abbienti e confidava nella forza salvifica dell’istruzione». Massimiliano Rais


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Franco Meloni

24 Ago 2026

grande santo: san Giuseppe Calasanzio Gli Scolopi e il loro Ordine fondato da Giuseppe Calasanzio (1557-1648), erano molto conosciuti nella nostra città, dal momento che alla fine del 1640 vi giunsero chiamati dai consoli cittadini. E’ stato scritto che gli Scolopi erano attivi unicamente nel campo dell’istruzione inferiore, e che riuscirono a consolidare la loro presenza in città solo durante il 1773, con la soppressione della Compagnia dei gesuiti fondata da Sant’Ignazio di Loyola. La presenza degli Scolopi si prolungò fino al 1866, quando come per il convento, anche la loro chiesa fu soggetta alla legge di soppressione degli Ordini religiosi con la successiva confisca di tutti i beni. Tuttavia dopo la riconsegna (parziale) dei beni gli Scolopi lasciarono la città per stabilirsi in diversi paesi della Sardegna. La fama del santo fondatore, canonizzato da papa Clemente XIII il 16 luglio 1767 si accrebbe comunque, anche se la chiusura al culto della chiesa ne comportò col tempo il venir meno della devozione dei cagliaritani. San Giuseppe Calasanzio venne proclamato da Pio XII «Patrono davanti a Dio di tutte le scuole popolari cristiane del mondo» . A Cagliari sono rimasti gli edifici del Collegio e la chiesa, che ha subito le offese dei bombardamenti in diverse occasioni. La riapertura della chiesa è prevista in tempi ravvicinati, tuttavia per usi civili (convegni, mostre, concerti, sede di fondazioni e associazioni culturali), che non vietano, ovviamente, le celebrazioni liturgiche in determinate occasioni. Se ne parla appunto in questi giorni. Sul versante prettamente religioso non poteva che attivarsi don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia e direttore della Caritas di Cagliari, cioè dell’organizzazione che oggi cura l’assistenza dei poveri, affrontando tutte le necessità delle persone meno abbienti, tra cui le povertà educative. Ecco perchè san Giuseppe Calasanzio non può che essere un riferimento prestigioso per l’Organizzazione cattolica. Martedì 25 agosto, alle ore 18, don Marco celebrerà una santa Messa in onore del Santo: un buon riavvio. In questa e in altre circostanze scopriremo o riscopriremo la personalità poliedrica del santo, la sua modernissima impostazione pedagogica, sorretta dal riconoscimento della Scienza. Non è un caso che san Giuseppe Calasanzio fosse amico di grandi uomini di scienza come Galileo Galilei e Tommaso Campanella. Non è neppure un caso che anche lui fu perseguitato dal Santo Uffizio. Ma la Chiesa prima o poi riconosce la bontà e le opere buone dei suoi figli. Ecco, come per don Lorenzo Milani, che sicuramente possiamo considerare fatto della stessa pasta, quella buona perchè beneficia l’umanità!


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